ANNO NUOVO, QUALCHE NOVITA'

Stiamo per ri-incontrarci ma prima di ripartire per un nuovo anno volevamo darvi qualche anticipazione delle novità 2013-2014: Un nuovo affresco pronto per accogliere tutti voi che entrerete qui a scuola, ed un giardino sempre più grande grazie al recupero del lato della scuola materna...VI ASPETTIAMO

LA DISCIPLINA…. VIA PER LA VERA LIBERTA’

Tratto da "Elogio della disciplina" di Bernhard Bueb

Bambini e giovani sognano la libertà di poter agire a loro piacimento e aspirano ad una vita senza regole né divieti od ordini. Pippi Calzelunghe incarna proprio questo concetto di libertà assoluta: vive in un’anarchia fantasiosa, soddisfacendo così il bisogno infantile di indipendenza, inoltre i bambini ammirano il suo coraggio nell’affrontare nuove avventure e vorrebbero essere altrettanto intrepidi. Pippi Calzelunghe realizza il sogno fiabesco di un paradiso della libertà, legato al potere di scacciare chi è d’ostacolo all’indipendenza.

Ma cosa è la libertà?

Giovani, ma anche molti adulti tendono a commettere un errore fondamentale, facendo collimare la libertà con l’indipendenza. Pensano di essere liberi quando si rifiutano di obbedire ad una autorità, e dunque si credono liberi da qualunque controllo. Proprio come Pippi Calzelunghe.

La libertà va ben oltre l’indipendenza, poiché essa indica la volontà e la capacità di porsi un obiettivo, di accordarlo a dei valori morali, di saperlo conciliare con la propria vita e di perseguirlo con costanza. Questo è il frutto tardivo di un lungo processo di sviluppo dove si passa da disciplina a autodisciplina.

In tal caso, diventano fondanmentali concetti come “autorità” e “obbedienza”. I giovani, come i bambini, hanno un forte desiderio di autorità: hanno bisogno dell’autorità di adulti che li guidini e li sostengano, che rappresentino dei modelli, che pongano loro degli obiettivi elevati, che stabiliscano dei limiti ma che al termpo stesso li incoraggino a oltrepassarli. Chi vuole imparare l’autodeterminazione deve avere prima imparato la sottomissione. Se l’educando non incontra nessuna autorità con cui potersi confrontare, il processo educativo fallisce, perché perde un punto di riferimento.

I genitori, devono accettare il potere e la responsabilità che ricadono su di loro con la nascita di un figlio. Non possono limitare questo potere cercando di creare presto un rapporto paritario con il bambino. I bambini hanno diritto a una chiara rivendicazione del potere da parte dei genitori: legittimato dall’amore, quel potere diventa autorità.

Soltanto quando i genitori esercitano quesa autorità il processo educativo ha un esito positivo.

Dobbiamo esigere dai bambini e dai giovani il rispetto per l’autorità delle persone più anziane, in particolar modo dei genitori.

In questo modo riusciremo insieme a formare uomini capaci di esercitare la vera libertà.