IL BUON CONTENIMENTO

di Pier Paolo Gobbi

Il buon contenimento dei genitori  “muove” il bambino, lo fa crescere e per questo lo introduce gradualmente nei ritmi della vita e gli consente di parteciparvi con il giusto equilibrio tra sé e gli altri, le cose, lo spazio e il tempo.

Cerco di spiegarmi: se pensiamo a quello che abbiamo fatto oggi, ognuno ha fatto tante cose, alcune simili, come dormire, mangiare, parlare, ascoltare, altre invece molto diverse. Ma tutti abbiamo vissuto dentro dei ritmi generali, delle “matrici” che hanno dato forma e ordine a quello che abbiamo fatto. Quali sono questi ritmi?

Il ritmo io/tu, piacere/frustrazione, solitudine/compagnia, vicinanza/distanza, dare/ricevere, ascolto/parola, azione/immobilità, velocità/lentezza: il bambino deve essere introdotto a vivere questi ritmi e non lo può fare senza la nostra amorevole e paziente presenza.

Nel primo anno di vita è la relazione con il corpo dell’altro che gli consente di iniziare a distinguere il sé da ciò che è altro da sé, il suo interno dall’esterno: tocca e viene toccato, spinge ed è spostato, ecc.

Sono cose naturali, ma non si pensa mai abbastanza che questa percezione del sé corporeo va a costruire progressivamente anche altri aspetti che sono le colonne della vita: la distinzione psicologica tra sé e gli altri, quella affettiva ed emotiva di sentirsi oggetto d’amore e di sapere a sua volta amare, la scoperta di avere pensieri, emozioni desideri che sono solo propri e non si confondono con quelli degli altri.