Riassumendo...

Scritto da La Direzione. Postato in Non categorizzato

Che cosa è la Misericordia? I cinque aspetti della misericordia

1. Innanzitutto è amore che cerca.

Nella parabola della Pecorella smarrita e della dracma perduta, a questa perdita, a questo smarrimento fa seguito immediatamente la ricerca. Il pastore lascia le novantanove pecore e va in cerca di quella perduta. La donna spazza la casa alla ricerca della dracma perduta. La misericordia è amore che si fa ricerca, dunque è amore dinamico, è la dinamicità dell’amore. Non è amore che sta seduto, è amore che si sposta, è amore che ci spinge a fare il primo passo, è amore che ci pone nell’inquietudine di voler cercare il fratello, la sorella che si sono allontanati, che si sono persi, perché il nostro cuore è inquieto finché non ci siamo fatti carico di quel fratello, di quella sorella, finché non l’abbiamo accolto nell’abbraccio avvolgente della tenerezza di Dio. Allora la misericordia è amore che ci butta fuori da noi stessi, che ci pone in un esodo da noi, un "exodus", un cammino che non ci allontana da noi stessi ma ci restituisce a noi come cercatori perché donatori di amore, come Dio che ha vissuto l’esodo da sempre. "Sei venuto a cercarci, o Signore, quando noi non Ti cercavamo, e sei venuto a cercarci affinché noi ti cercassimo": così S. Agostino parla di Cristo Gesù come icona della misericordia di Dio, ed allora siamo chiamati a vivere la misericordia come amore che si fa ricerca.

2. Secondo aspetto: la misericordia è amore che si fa gioia, perché quando il pastore raggiunge la pecora smarrita, tutto contento se la mette sulle spalle. Nel Vangelo di Luca è certo che il pastore trova la pecora, mentre nel Vangelo di Matteo si dice "se la trova". Luca dice: "trovatala se la pone tutto contento sulle spalle", perché l’amore che si fa ricerca certamente raggiunge l’obiettivo, perché questo uscir fuori da noi stessi solo per amore di Dio, solo per effondere la misericordia attorno a noi, certamente raggiunge il cuore del fratello che si è allontanato, e allora l’amore si fa misericordia perché si fa esaltazione di gioia.

 

3. Terzo aspetto: la misericordia è amore che si fa condivisione. Il pastore e la donna che ritrovano ciò che avevano perduto non possono fare a meno di condividere con gli amici, con le amiche, la loro gioia. E' incontenibile la gioia della misericordia, si deve condividere, come il padre che al ritorno del figlio sente di dover condividere quella gioia, di fare festa: è la festa della tenerezza, è la festa dell’amore traboccante di Dio che si deve condividere, perché l’amore non si può contenere, si fa condivisione, allarga il cuore. Amore è la Misericordia come tavola imbandita, dove c’è sempre un posto per l’altro.

4. Quarto aspetto: la misericordia è amore che si fa accoglienza. Il Padre aspetta il figlio e quando lo vede da lontano gli va incontro e lo accoglie. Il figlio aveva preparato un lungo discorso, ed il Padre gliene fa dire solo la metà: «Ho peccato contro il Cielo e contro di te ecc., non sono degno di essere chiamato tuo figlio...», ed il padre non lo fa continuare. Non gli fa dire: «trattami come uno dei tuoi servi», perché per il padre quello è sempre suo figlio, ed allora l’amore si fa misericordia nel momento in cui accoglie, allarga le braccia in questo coinvolgimento benedicente che ti restituisce dignità, che ti tratta sempre da figlio.

Ma voi pensate che questo figlio prodigo si sia convertito? Io dico di no, non si è convertito. Così come non si converte il figlio maggiore che protesta, che non vuole entrare. Tutti e due i figli hanno un’idea sbagliata del padre, lo considerano un padrone. Il figlio prodigo torna, non perché ha capito l’amore del padre, ma perché ha fame e conosce la generosità del padre e torna pensando al padre come a un padrone: «Trattami come uno dei tuoi servi». Non ha capito nulla del padre. Il figlio maggiore dice: «...come! per tanti anni ti ho servito...». Non ha capito nulla del padre. Allora, vedete, l’amore che si fa accoglienza nella misericordia, è amore che non aspetta di essere compreso, è amore che si espone al fraintendimento, è amore che si espone al rifiuto ed è amore accogliente, perché sa aspettare: può darsi che, piano piano, questo figlio più piccolo comprenda il cuore del padre, cioè la misericordia del padre; può darsi che il figlio maggiore si decida ad entrare e comprenda la tenerezza del padre, che è amore che si dà senza nulla attendere, è amore che si dà pur nel fraintendimento e pur nel rifiuto. Il padre abbraccia l’uno e l’altro figlio, vive questo esodo da sé in un avvento benedicente dei due figli, perché a lui sta più a cuore la salvezza dei figli che il far capire loro il suo amore, per questo ci sarà tempo.

5. Allora la misericordia è amore che si dà, ecco l’ultimo aspetto, amore che si dà gratuitamente, totalmente, senza nulla attendere, neanche che l’altro comprenda la tua tenerezza, neanche che l’altro accolga il tuo sforzo d’amore, il tuo essere uscito di casa, l’esserti esposto e l’aver rischiato per lui.