Voglio fare esperienza della misericordia di Dio

Scritto da La Direzione. Postato in Non categorizzato

 

Se la misericordia divina è all’inizio di tutto ed è essa che esige e rende possibile la misericordia degli uni verso gli altri, allora la cosa più importante per noi è fare un’esperienza rinnovata della misericordia di Dio. Ci stiamo avvicinando alla Pasqua e questa è l’esperienza pasquale per eccellenza. 
Lo scrittore Franz Kafka ha scritto un romanzo intitolato Il Processo. In esso si parla di un uomo che un giorno, senza che nessuno sappia il perché, viene dichiarato in arresto, pur continuando la sua solita vita e il suo lavoro di modesto impiegato. Comincia un’estenuante ricerca per conoscere i motivi, il tribunale, le imputazioni, le procedure. Ma nessuno sa dirgli niente, se non che c’è veramente un processo in corso a suo carico. Finché un giorno verranno a prelevarlo per l’esecuzione della sentenza. 
Nel corso della vicenda si viene a sapere che vi sarebbero, per quest’uomo, tre possibilità: l’assoluzione vera, l’assoluzione apparente e il rinvio. L’assoluzione apparente e il rinvio però non risolverebbero nulla; servirebbero solo a tenere l’imputato in un’incertezza mortale per tutta la vita. Nell’assoluzione vera invece “gli atti processuali devono essere totalmente eliminati, scompaiono del tutto dal procedimento; non solo l’accusa, ma anche il processo e persino la sentenza vengono distrutti, tutto viene distrutto”. 
Ma di queste assoluzioni vere, tanto sospirate, non si sa se ne sia esistita mai alcuna; ci sono solo voci in proposito, null’altro che “bellissime leggende”. L’opera finisce così, come tutte quelle dell’autore: qualcosa che si intravede da lontano, si rincorre con affanno come in un incubo notturno, ma senza possibilità alcuna di raggiungerlo (5).
A Pasqua la liturgia della Chiesa ci trasmette l’incredibile notizia che l’assoluzione vera esiste per l’uomo; non è solo una leggenda, una cosa bellissima ma irraggiungibile. Gesù ha distrutto il “documento scritto della nostra colpa; lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce” (Col 2, 14). Ha distrutto tutto. “Non c’è più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù”, grida san Paolo (Rm 8, 1). Nessuna condanna! Di nessun genere! Per quelli che credono in Cristo Gesù!
A Gerusalemme c’era una piscina miracolosa e il primo che vi si buttava dentro, quando le acque venivano agitate, era guarito (cf. Gv 5, 2 ss.). La realtà però, anche qui, è infinitamente più grande del simbolo. Dalla croce di Cristo è sgorgata una fonte di acqua e sangue, e non uno soltanto ma tutti quelli che vi si buttano dentro ne escono guariti. 
Dopo il battesimo questa piscina miracolosa è il sacramento della riconciliazione e quest’ultima meditazione vorrebbe servire proprio come preparazione a una buona confessione pasquale. Una confessione “fuori serie”, cioè diversa da quelle solite, in cui permettiamo davvero al Paraclito di “convincerci di peccato”. Potremmo prendere come specchio le beatitudini meditate in Quaresima, cominciando fin da adesso e ripetendo insieme l’espressione tanto antica e tanto bella: Kyrie eleison, Signore, pietà! 
“Beati i puri di cuore”: Signore, riconosco tutta l’impurità e l’ipocrisia che c’è nel mio cuore; forse, la doppia vita che conduco davanti a te e davanti agli altri. Kyrie eleison!
“Beati i miti”: Signore, ti chiedo perdono per l’impazienza e la violenza nascosta che c’è dentro di me, per i giudizi avventati, la sofferenza che ho provocato alle persone intorno a me… Kyrie eleison.
“Beati gli affamati”: Signore, perdona la mia indifferenza verso i poveri e gli affamati, la mia continua ricerca di comodità, il mio stile di vita borghese… Kyrie eleison.
“Beati i misericordiosi”: Signore, spesso ho chiesto e ricevuto alla leggera la tua misericordia, senza rendermi conto a quale prezzo tu me l’hai procurata! Spesso sono stato il servo perdonato che non sa perdonare: Kyrie eleison. Signore pietà!
C’è una grazia particolare quando, non è solo l’individuo, ma l’intera comunità che si mette davanti a Dio in quest’atteggiamento penitenziale. Da un’esperienza profonda della misericordia di Dio si esce rinnovati e pieni di speranza: “Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo” (Ef 2, 4-5).