La buona dipendenza

Scritto da La Direzione. Postato in Educhiamo Insieme

"Io chi sono e di chi sono?" Riprendiamo questa domanda che esprime il significato profondo dell'esperienza che un bambino vive della dipendenza.

E' importante notare come le due domande siano tra loro legate dalla particella "e" a indicare che nessuno può rispondere alla prima domanda (l'identità) da solo, senza rispondere anche alla seconda (appartenenza) cioè senza incontrare un "tu" e vivere una relazione e un legame.

Questa domanda e l'attesa fiduciosa che un "tu" risponda, sono costitutivi dell'uomo, pulsano e si muovono dentro di noi fino all'ultimo istante, come il cuore ed il respiro. Ci invitano ad avere oggi più cura e amore di noi stessi e ad aprirci con gioia a quanto la vita ci offre e ci fa incontrare.

Il primo "tu" che i nostri figli incontrano siamo noi: iniziano da subito a rivolgerci questa domanda grande, nei modi tipici dei bambini e a volte la nascondono anche dentro la loro disobbedienza e oppositività.

La risposta la troviamo in una "buona dipendenza". La buona dipendenza e il contenimento favoriscono nel bambino l'avvio della costruzione del "mattone" di base della casa della vita: la fiducia in sè e nel proprio valore. E' questo che irrora di buona energia il naturale sviluppo del corpo e della mente del bambino, della vita affettiva ed emotiva, delle capacità e delle competenze, che altrimenti crescono in modo disarmonico e la casa della crescita procede incerta. 

Quando tutti questi aspetti della crescita di un bambino "suonano" in accordo tra loro, si influenzano e sostengono uno con l'altro e danno vita ad una buona musica, cioè una crescita armonica del bambino.

Alcune indiciazioni per una buona dipendenza: una buona regola deve sempre "tenerlo senza tenerlo".

- da un lato bisogna far sentire al bambino la sicurezza che noi siamo i grandi, sappiamo cosa è bene per lui e cosa vogliamo e glielo comunichiamo con fermezza, chiarezza e semplicità;

- dall'altro favore la sua identità e autonomia e chiamarlo a crescere: rispettare i suoi sentimenti, emozioni e ragioni, accogliere la sua farica ad obbedire anche riconoscendo che a volte è giunta l'ora che i limiti e le regole siano spostati e sostituiti da altri più adeguati; chiedergli cose che lo aiutino realmente a crescere, aiutarlo a sviluppare la capacità di fare scelte personali e di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e decisioni.

E' bene allenarsi a trovare questo equilibrio tra dipendenza e autonomia quando i flgli sono piccoli, perchè poi le cose si fanno più difficili.... la prossima volta vedremo tre passi che ci possono aiutare.