MIO FIGLIO COMINCIA LA SCUOLA

Scritto da La Direzione. Postato in Educhiamo Insieme

Vostro figlio sta per entrare a scuola; sarà un momento importante per voi e per lui. E siccome
spesso né l’uno né l’altro sapete con esattezza come si svolgano le cose a scuola, eccovi alcuni
consigli che ci offre Laurence Pernoud.

 

La scuola materna è ancora un poco famiglia e già scuola.

Di materno ha: anzitutto maestre che hanno avuto una formazione specialistica per occuparsi di bambini molto piccoli e lo fanno con affetto e competenza; come una mamma si sforzano di trovare il ritmo di ciascuno e sono attente alla personalità di ognuno. Inoltre, la scuola materna è stata ideata e predisposta per i bambini, con spazi per giocare, stanze in cui i mobili sono alla loro misura, giochi vari dove tutto è previsto per creare un’atmosfera allegra e accogliente. Se è vero che la scuola è prolungamento della famiglia, essa però non la sostituisce. La maestra ha il compito di stimolare l’intelligenza, sviluppare l’immaginazione, la socievolezza. La sua influenza sul bambino è grande, ma ella non può e non vuole sostituire i genitori.


Come preparare l’entrata a scuola?

In famiglia si parlerà dell’ingresso a scuola molto prima dell’apertura. Per preparare il bambino dovete tener contro del suo temperamento. Alcuni bambini apprezzano, nell’ammissione a scuola, il fatto di essere promossi al ruolo di “grandi”. Allora si dirà loro: “Ormai sei grande, stai per andare a scuola; qui ti farai degli amici, la maestra ti farà fare dei disegni e tu ce li porterai a vedere…”. Altri preferiranno che si parli loro della scuola come di un luogo dove si gioca: “Troverai giochi nuovi, libri, ascolterai musica…”. E naturalmente non si dovrebbero fare minacce di questo genere: “Vedrai la maestra; lei almeno, ti insegnerà ad ubbidire!”


E se piange?

Il primo giorno accompagnerete voi stessi, il papà o la mamma, vostro figlio a scuola. Probabilmente al momento di lasciarvi piangerà: è un fatto classico, direi quasi normale. Ma voi allontanatevi subito e con decisione. Se rimarrete, il bambino si commuoverà sulla propria sorte (e voi sulla sua). Se invece vi allontanerete, verrà distratto dalla novità. Andate, però, ad attenderlo
all’uscita. Agli inizi, è veramente necessario. Se, alla fine dell’inserimento, vostro figlio piange ancora al momento di essere lasciato, vedete voi con la maestra quale comportamento adottare. Può darsi che non sia ancora maturo per la scuola. Forse siete voi, la mamma, a non essere “matura” per la separazione e a rendere difficile, con la vostra ansia, l’adattamento del bambino? In questo caso può avvicendarsi con voi il padre e accompagnare lui il bambino fino a che non sia superata la crisi. Vostro figlio sembra ben integrato? Benissimo! Sappiate però che certe difficoltà sorgono anche un
mese dopo l’inizio. Un momento senza una ragione apparente, al momento di uscire di casa il bambino scoppia in lacrime, oppure, dopo essere stato qualche giorno a casa per un raffreddore,
rifiuta di alzarsi per andare a scuola. Che succede? I primi giorni c’era l’attrattiva del nuovo, il piacere di essere con gli latri, l’orgoglio di andare a scuola come i “grandi”. Poi si rende conto di che cosa non più da quando va scuola: abitudini comode, il piccolo gruppo del nido, i giri per i negozi con la mamma ecc. e scoppia il dramma, quando non lo si attendeva più. Dimostrategli sin dall’inizio che vi interessate a ciò che fa a scuola: ascoltate ciò che vi racconta, conservate i disegni che porta a casa; la curiosità e l’entusiasmo, come il linguaggio e i primi passi, nascono e si coltivano nell’affetto e grazie agli incoraggiamenti.
Cercate di mantenere con la scuola stretti contatti. Parlate con la maestra; spesso i bambini a scuola tengono un contegno diverso che a casa, comportamento che rivela problemi che la maestra può aiutare a risolvere.


Mio figlio viene dall’asilo nido…

Quando il bimbo ha già frequentato il nido si pensa che non avrà problemi di adattamento alla scuola materna, dato che già in passato è stato separato dalla sua famiglia e si è abituato alla compagnia degli altri. La cosa però non è così semplice; l’adattamento è spesso più facile, ma il problema esiste sempre. La vita dell’asilo nido e quella della scuola materna sono molto diverse. I “grandi” del nido sono pochi: mentre nella prima sezione della materna si ritrovano generalmente in 30; al nido gli orari sono elastici, alla materna bisogna arrivare all’ora stabilita; al nido i bimbi hanno un materiale prettamente infantile, alla materna hanno già un materiale scolastico. Tutto questo cambia radicalmente l’inquadratura della vita.