SCUOLA E FAMIGLIA: INSIEME PER ESERCITARE LA CORRESPONSABILITA' EDUCATIVA

Scritto da La Direzione. Postato in Educhiamo Insieme

Sintesi dell’articolo del Dr. Sergio Cicatelli, tratto da Famiglia e Scuola dell’Infanzia, Seminario nazionale Fism, Roma 28-29 novembre 2009 e altri autori

 La parola chiave del titolo è senz’altro “corresponsabilità”: un concetto poco frequentato dalla letteratura pedagogica ma indispensabile per l’azione educativa concreta che le scuole- e soprattutto quelle di ispirazione cristiana- devono condurre quotidianamente.

  1. Che cosa è la corresponsabilità educativa?
  2. Perché esercitare la corresponsabilità educativa?
  3. Come praticare la corresponsabilità educativa?

 

Sull’argomento il Consiglio nazionale della Scuola Cattolica ha pubblicato nel 2007 uno specifico documento al quale si farà qui inevitabile riferimento.

 

La corresponsabilità educativa

Il concetto fondamentale cui dà corpo la corresponsabilità qui in discussione è quello di continuità educativa, un principio invocato da tutti per la realizzazione di un’educazione efficace, ma spesso frainteso o concepito in termini riduttivi come semplice passaggio dolce, non traumatico, da un ambiente ad un altro. Sarebbe inoltre insufficiente una continuità concepita solo come successione lineare di ambienti, come se la famiglia dovesse preparare alla scuola e la scuola dovesse strumentalmente adeguarsi alle dinamiche e ai codici comunicativi della famiglia per poter svolgere al meglio la propria autonoma funzione educativa.

Continuità non è solo il passaggio sereno dalla casa alla scuola (pensiamo al primo giorno di scuola in genere e a tutta la fase dell’accoglienza e dell’inserimento nella scuola dell’infanzia). E’ importante ma non basta. La famiglia non esaurisce il suo compito- la sua responsabilità- una volta che il figlio è ben inserito nel contesto scolastico; deve continuare ad interagire con la scuola, sia sostenendone il lavoro, sia presentando le proprie legittime esigenze educative.

Continuità vuol dire dialogo ininterrotto tra scuola e famiglia per coordinare al meglio le rispettive azioni mediante una messa a punto costante. Ovviamente, la comunicazione è bidirezionale: non è solo la famiglia a chiedere alla scuola interventi particolarmente mirati, ma è anche la scuola a sollecitare nei genitori comportamenti coerenti con l’educazione impartita dalla scuola.

Il concetto di corresponsabilità non deve perdere, inoltre, la sua portata etica per il fatto di vedere coinvolti più soggetti. Esaminiamone alcuni aspetti.

  • La responsabilità ha come premessa fondamentale la libertà di chi ha compiuto una scelta con la piena consapevolezza – per quanto è possibile ad ognuno – delle conseguenze volute. Al concetto di responsabilità associamo inoltre spesso quello di colpa: si ricerca di solito il responsabile di qualcosa quando c’è da attribuirgli la colpa di un evento indesiderato. Ma la responsabilità vuole essere un concetto più neutrale, legato a qualsiasi decisione che, nel bene o nel male, produca conseguenze rilevabili.
  • Nel passare dalla responsabilità alla corresponsabilità ci potrebbe essere poi il rischio di perdere la rilevanza etica personale, perché qualcuno potrebbe pensare che la responsabilità si dimezza se condivisa da due soggetti, si riduce a un terzo o ad un quarto se condivisa da tre o quattro persone, fino praticamente ad annullarsi se condivisa da tutti: se siamo tutti responsabili, nessuno è responsabile. A parte il fatto che la responsabilità (anche se condivisa con altri) coinvolge sempre la totalità della mia capacità decisionale e quindi impegna tutta la mia persona, la corresponsabilità non è una responsabilità comune ripartita tra più soggetti ma una responsabilità che si può mettere in atto solo se sull’azione convergono tutti i soggetti del caso. In altre parole, non c’è da una parte la famiglia e dall’altra la scuola che raggiungano un accordo per educare il bambino. La corresponsabilità è una dimensione strutturale dell’azione educativa, e nella scuola tale educazione non può sussistere senza il contributo di idee e di azioni della famiglia. 

L’obiettivo principe della corresponsabilità educativa di genitori e insegnanti è qui la crescita libera, armoniosa e felice del bambino. La corresponsabilità di cui parliamo non è l’allargamento di una responsabilità che rimane sostanzialmente individuale, ma la dimensione propria di un processo che non si realizza se non con il concorso di tutti i soggetti in grado di offrire un contributo qualificato. L’interesse primario è quello del bambino, che dall’azione comune di tutti i soggetti partecipi della sua educazione trae il massimo beneficio in quanto non avverte censure o conflitti nel suo ambiente di vita, vede convergere gli stimoli educativi e può accelerare il suo processo di crescita. Comprendendo quindi il valore del rapporto tra la Scuola e la Famiglia, è importante interiorizzare che questo deve essere sempre più improntato sul rispetto dei ruoli e sulla corresponsabilità educativa.

Per far ciò il dialogo diventa quella parola chiave che va a definire le caratteristiche di tale rapporto, un dialogo finalizzato all’ispirazione ad un comune progetto di crescita dove ciascuna figura interviene secondo la propria specificità: genitore, insegnante.

Quali strategie?

Per arrivare all’idea di “prenderci cura” assieme dei bambini, occorre che tutti, operatori scolastici e genitori, ci sentiamo fortemente implicati nel processo formativo, disponibili a farci carico di quanto può creare ansia e tensione a livello educativo, in grado di comprendere le responsabilità che appartengono ai rispettivi ruoli e di lavorare per la realizzazione di soluzioni costruttive.

La relazione tra scuola e famiglia non è un processo automatico e facile da realizzare; si costruisce gradualmente con il desiderio e la consapevolezza di migliorare assieme la qualità della vita, rendendoci di volta in volta disponibili a condividere quanto accade nella giornata scolastica e nell’esperienza educativa, nel quotidiano familiare e nel contesto vitale, conoscendo reciprocamente quale tipo di comunicazione e quali modelli di intervento si utilizzano. La scuola di configura quindi come luogo di relazioni complesse, nel quale si incontrano e si confrontano – scontrano le varie identità – alterità. Si crea un sistema di ruoli, più o meno esplicitamente definito, dal quale le relazioni dipendono in modo rilevante; è fondamentale perciò progettarle e gestirle, verificarne la funzionalità, individualmente e collettivamente. Nel ricercare strategie e modalità relazionali da condividere con le famiglie, teniamo conto innanzi tutto di alcuni criteri fondativi che dovrebbero connotare l’esperienza:

- La stabilità: intesa come garanzia di continuità di rapporti, consente il nascere della conoscenza e della sensibilità reciproca, quindi della fiducia;

- La flessibilità: coincide con la capacità di adattare stili e contenuti delle interazioni all’interlocutore e al contesto. E’ tale flessibilità che permette la crescita e l’introduzione costruttiva della novità;

- La coerenza: percepita come ricerca, da parte di ciascun adulto, di congruenza e chiara comprensibilità degli stili e delle scelte relazionali.

- L’empatia: la capacità di mettersi nei panni dell’altro, sia esso un essere umano, sia esso un’istituzione. E’ l’empatia che permette di comprendere al meglio l’altro, le sue esigenze, le sue proposte e le sue risposte.

Nella società di oggi, in continua evoluzione, la corresponsabilità educativa rimane lo strumento fondamentale che permette di sviluppare in modo integrato e armonioso la propria identità di conquistare autonomia e competenze, e quindi di realizzare se stessi. Non resta altro che impegnarsi per il meglio dei bambini e dei giovani che saranno la società del futuro.