In educazione... ricordati dell'IO INTERIORE

Scritto da La Direzione. Postato in Educhiamo Insieme

Benjamin Spock (1903-1998), famosissimo pediatra americano, diceva: "Oggi ci stiamo dimenticando d'avere un'anima. Mancano i valori più profondi, quella alla base delle relazioni con gli altri: l'altruismo, la solidarietà, senso della sua educazione e la sua crescita. L'essere umano per esistere ha bisogno di credere in qualcosa. La riuscita, il successo, i bei voti a scuola non bastano. L'enorme aumento dei suicidi degli adolescenti e anche dei bambini, deve ormai farci riflettere". L'avvertimento del pediatra ci ricorda che non possiamo trascurare l'IO INTERIORE dei nostri figli. Grazie a Dio le strategie non mancano.

 

 

Opere di Misericordia, spiegate ai bambini

Scritto da La Direzione. Postato in Educhiamo Insieme

Educhiamo insieme i vostri figli al fare il bene, non c'è occasione migliore se non l'anno Santo della Misericordia per insegnare ai nostri figli cosa significhi fare del bene. E per questo vi lasciamo queste due infografiche che raccolgono le opere di misericordia Spirituali e Corporali che lungo tempo la chiesa cerca di spiegare attraverso il giubileo della Misericordia

 


 

 

In educazione.... PARLARE NEL MODO GIUSTO

Scritto da La Direzione. Postato in Educhiamo Insieme

Non basta usare parole buone, occorre anche confezionarle in modo che siano accettate dal figlio. Al riguardo la sensibilità dei ragazzi è altissima! Non si trova un ragazzo al mondo che non si ribelli a questi quattro modi sbagliati di parlare:

1. il modo torrenziale-predicatorio: "Saluta, non starmi sempre addosso, soffiati il naso, non stare al sole, attento che cadi, mangia tutto, sta composto...."

2. il modo urlato: "E' così e basta! E' così perchè è così! Qui comando io..."

3. Il modo dispregiativo: "Possibile che abbia sempre la testa tra le nuvole!? Ti comporti come un bebè!..."

4. Il modo definitivo: "Sei il solito pasticcione, sei solo capace di fare disastri! Non ne combini mai una buona..!

Quattro modi di parlare da gettare nel cestino della cartastraccia: offendono, indispettiscono, fanno pensare che diventare adulti significhi diventare noiosi! Ma come parlare, dunque, perchè le parole arrivino al figlio, in particolare al figlio adolescente che chiude le orecchie non appena ci vede aprir bocca?

Secondo il nostro stile, facciamo subito alcune proposte concrete, con la speranza che il lettore comprenda che è lontanissima da noi l'intenzione di indottrinare. Le nostre indicazioni hanno almeno un punto a loro favore: non guastano i nostri rapporti con il figlio quattordicenne. Dunque perchè il figlio adolescente ci permetta di cotinuare a parlargli, e quindi non ci costringa all'afasia, proponiamo lo stile che segue:

  • Niente indispone di più il ragazzo che sentirsi giudicato.
  • Non c'è adolescente al mondo che sopporti un papà-ritornello e una mamma-disco! Meglio un parlare rapidio, secco, sintetico!
  • Anche con gli adolescenti vale il proverbio: "Se vuoi colpire la testa, mira al cuore!"
  • Parlare ascoltando: vi è un'ospitalità che consiste nell'aprire le porte di casa ed un'ospitalità che consiste nell'aprire le orecchie. L'adolescente ha bisogno di tale ospitalità!
  • Parlare in modo indiretto: tra tutte le strategie, questa è forse la più intelligente. Tutti sappiamo che l'adolescenza è la fase della vita nella quale il ragazzo pensa di dimostrare d'esserci, opponendosi! Ecco perchè parlargli in modo frontale è come invitarlo alla guerra, all'opposizione, a giocare a braccio di ferro.

 

UN'EDUCAZIONE AFONA E' IMPOSSIBILE COME UN FERRO DI LEGNO, COME L'ACQUA ASCIUTTA!

Scritto da La Direzione. Postato in Educhiamo Insieme

di Pino Pellegrino

La parola è essenziale nell'educazione per tre motivi.

  1. La parola costruisce la prima immagine che il bambino ha di sè.
  2. La parola è essenziale perchè trasmette pensieri, sentimenti e valori; vi è una differenza enorme tra un ragazzo che sente sempre solo 'mangiare, bere, vestire' e quello che sente anche parole come 'dovere, pace, giustizia, rispetto, impegno, Dio'. Il primo penserà che nella vita basta divetare "grosso"; il secondo sarà invitato a diventare "grande". Potenza delle parole!
  3. Le parole hanno un'importanza determinante perchè possono 'convincere'. Le armi vincono, le parole convincono!

Ebbene, la convinzione è il cuore dell'educazione. Un ragazzo davvero convinto che drogarsi è come autodistruggersi, si guarderà bene dal cadere nella trappola della sostanza mortale!

Vediamo alcuni dei cinque punti cardini dell'arte del parlare.

Parlare subito: Francoise Dolto (1908-1988) diceva: "Ciò che i genitori non sanno è che fin dalla nascita il piccolo dell'uomo è un essere di linguaggio. Perciò appena il bambino nasce, diamogli il benvenuto. Diciamogli: "Ti aspettavamo! Aspettavamo proprio te! Siamo contenti che tu sia arrivato. Ti ameremo per sempre!"

Parlare positivo: Simona Gaia, psicologa, sostiene che "La parola buona è la vitamina C indispensabile per i nostri figli ed il nostro domani".

Parlare a tutto campo: Il bambino vuole il mare, non cucchiaini d'acqua. Per questo l'arte del parlare invita a non procedere a base di "Okay"! ma a costruire la frase intera; per questo ci invita a tirare fuori dal vocabolario tutte le parole anche quelle scomode come 'sacrificio, impegno, sofferenza, rinuncia, dolore...'

Parlare visivo: Il fiato deve diventare fatto! Chi predica acqua e poi beve vino, brucia le parole dette!

 

 

Educatori bonsai?

Scritto da La Direzione. Postato in Educhiamo Insieme

Di Pino Pellegrino

E' noto a tutti che "educare" equivale a "far emergere", a "suscitare" l'Uomo nascosto in ogni bambino che approda sulla Terrra, così come Michelangelo (1475-1554) ha fatto emergere il capolavoro del David nascosto nell'enorme blocco di marmo che nell'Aprile 1501 vide abbandonato da 40 anni nel cortile del Duomo di Firenze. Ebbene, sta qui il cuore del nostro ragionamento: può far emergere una persona solo chi è emerso, solo chi ha fatto in sè l'esperienza della crescita! In breve: può far crescere solo chi è cresciuto! Chi è bonsai non potrà mai far emergere una sequoia.

L'Uomo nasce solo dall'Uomo, non dalle cose! Non abbiamo saputo cosa fosse lo zucchero fino al 1200; non abbiamo saputo cosa fosse il carbone fino al 1300; non abbiamo conosciuto il burro fino al 1400; le patate fino al 1500; il caffè ed il sapone fino al 1600... eppure, non solo siamo sopravvissuti, ma, anche se privi di tante cose, non sono mai mancati Uomini con la lettera maiuscola.

I nostri ragazzi hanno bisogno di riempirsi gli occhi di adulti limpidi, ben definiti.

Bisogno di padri e di madri che si comportino da genitori, non da amici. L'Umanità aspetta Uomini di fatti, non di fiato, Uomini riusciti: personalità d'alto fusto.

E' proprio a questa richiesta dell'Umanita che la nostra scuola, con la corresponsabilità delle famiglie, vuole rispondere con forza e determinazione!