QUANTO MANCA A CORRERE INSIEME

Abbiamo esagerato con il discorso dei record

 

Battere i record non è facile. Bisogna misurarsi con il proprio fisico, con le proprie capacità mentali, ma anche con il contesto che ti circonda. Se pensi che un bimbo come Filippo è costretto a farlo ogni giorno, ci viene da sorridere quando Dio (o per chi non crede madre natura) ti mette davanti una giornata così e soprattutto mette tutti noi un po in difficoltà... Beh rimane il fatto che non ci ha fermato niente. Siamo qui a ribadire che la corsa non è uno sport individuale, siamo qui a dire che di speranza ce n'è (verrebbe da dire a secchi se non fosse ironico in questo giorno).

GRAZIE a chi ha scelto di correre nononstante tutto
GRAZIE a chi ha lavorato sodo e tanto nonostante tutto

GRAZIE a tutti perchè ‪#‎battilituorecord‬ sarà il motto di tutte quelle giornate difficili dove invece di vedere la cosa negativa, proveremo a vedere la grandiosità della sfida.

‪#‎battiltuorecord‬
‪#‎corriconnoi‬

La tecnica della corsa

La corsa, a differenza della camminata, prevede una fase di volo, un momento in cui non vi è appoggio. Il movimento di corsa si intravede nei bambini già a 4 anni con gesti irregolari, brevi e “trascinati” delle gambe e la ricerca di equilibrio con le braccia. A 6 anni il 90% dei bambini riesce a coordinare in maniera adeguata arti superiori e inferiori.
Per gli atleti che intraprendono specialità di corsa è importante acquisire una buona tecnica.


Innanzitutto il contatto con il terreno si ha attraverso l'avampiede: avviene un'ammortizzazione e una spinta attiva del piede con estensione della gamba e apertura dell'articolazione della caviglia. Le anche e il busto sono allineati all'arto di spinta. L'altra gamba avanza con il ginocchio leggermente flesso per evitare il movimento a pendolo dell'arto. Le braccia si muovono oscillando  in coordinazione alle gambe con un angolo al gomito di circa 90 gradi in modo che l'avambraccio che retrocede sia perpendicolare al terreno e quello avanzante perpendicolare a quello posteriore.


Tutto ciò dev'essere svolto in scioltezza, senza eccessive contrazioni per evitare dispendio di energia.
Per esercitarsi sulla tecnica di corsa si introducono nell'allenamento esercitazioni specifiche. Quelle qui descritte sono basilari. A queste, con l'evoluzione dell'atleta, se ne aggiungono altre di maggiore intensità e complessità.


Corsa calciata dietro: il ginocchio della gamba che non spinge è quasi perpendicolare al terreno, il piede della gamba in spinta sale dietro al gluteo. Il tallone raggiunge il gluteo per reazione alla spinta. Il busto rimane eretto e le braccia si muovono come nella corsa.
Corsa calciata sotto: il ginocchio dell'arto che non spinge avanza maggiormente rispetto la calciata dietro e il tallone si colloca quindi sotto al gluteo e non dietro.
Skip: è simile ad un corsa con ginocchia alte, si ha un accentuato rimbalzo del piede e un ridotto avanzamento del corpo. Le gambe non si muovono con un'azione circolare ma il piede si posiziona sotto al ginocchio e l'arto di spinta è disteso. Bacino e busto sono alti e allineati alla spinta.
Corsa trottata: per eseguire questa corsa si parte da un movimento di skip con passi più lunghi.  Aumentando l'estensione del ginocchio e il contatto del piede con il terreno che sarà sotto il bacino si ottiene la cosiddetta corsa trottata. Il busto è inclinato leggermente in avanti e il movimento delle gambe è ciclico.
Corsa balzata: l'arto di spinta (quello che prende contatto con il terreno) si distende completamente dando un impulso verso avanti. L'altra gamba è piegata viene avanti con una maggiore tenuta del ginocchio. Anche in questo caso il busto è inclinato in avanti e le braccia compiono un movimento ampio e coordinato.  

(bibl: “Il manuale dell'istruttore di atletica leggera” supplemento al n.4/1999 ottobre-dicembre di atleticastudi)

CDKL5 - proviamo a capire

Questa sigla che pian piano abbiamo imparato a riconoscere e abbiamo cercato di insegnare è la nomenclatura di un gene presente sul nostro cromosoma X. Questo gene produce una proteina responsabile del corretto funzionamento del sistema nervoso. Se questo gene subisce una mutazione o avviene la perdita del segmento del cromosoma che lo contiene si ha defezione nella produzione dell'omonima proteina o un'alterazione della proteina comportando l'insorgenza di disturbi neurologici.
Si tratta di una patologia degenerativa rara che a livello mondiale ha un'incidenza di un caso su 10mila nuovi nati.
Il gruppo di ricerca dell'Università di Bologna è già riuscito a sintetizzare la proteina, il problema successivo è riuscire a farla arrivare al sistema nervoso centrale bypassando il sistema di autodifesa.  Ciò permetterebbe di curare i disturbi dei piccoli pazienti.
I sintomi della malattia, che si presenta nei primi mesi di vita, sono attacchi epilettici e farmaco resistenza, assenza di linguaggio, ipotonia degli arti superiori e del tronco, difficoltà’ ad apprendere abilità semplici (stare seduti, camminare, afferrare oggetti etc) e comprende dei tratti autistici.
Sostenere la ricerca permettere di mantenere viva la speranza di trovare innanzitutto la giusta cura alla patologia, senza accostarla a patologie simili, dando così modo ai bambini di migliorare le loro condizioni di salute.  

 

Per saperne di più

Il convegno internazione sulla sindrome CDKL5
La sindrome



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