NELLA RELAZIONE... C'E' ANCHE IL PAPA'

Abbiamo visto che la madre conduce il bambino nei primi mesi di vita alla scoperta di un mondo intimo e interiore. Il padre diventa strumento di conoscenza verso la società, il mondo. E' con lui, con il padre, che il figlio impara un altro tipo di relazione; il rapporto con gli altri.

Non tutti i padri riescono ad esercitare questa capacità. Se ad esempio un padre non ha correttamente elaborato ed accettato la sua funzione secondaria rispetto all madre nei primi mesi di vita, rischierà di interporsi o peggio, opporsi al rapporto tra madre e bambino. Non potrà agevolarne la necessaria separazione, ma si sovrapporrà al ruolo materno. E questo perchè è venuta meno una corretta elaborazione della paternità.

Volere un figlio in due significa sì volere la stessa cosa, ma volerla in modo differente. Semplicemente perchè non è possibile per un uomo e una donna desiderare un figlio nello stesso modo. Il rapporto fra marito-padre e moglie-madre trae spunto e origine proprio da questa originaria diversità. La coppia è destinata a morire nel momento della nascita del figlio, che innescherà un profondo cambiamento, per trasformarsi in una coppia di genitori.

Un padre e una madre non possono pretendere di continuare a funzionare come coppia senza lasciare lo spazio al figlio. La coppia deve saprer rinunciare alle rispettive identità. Nei primi anni di vita non è il bambino che deve adattarsi ai genitori ma i genitori che devono adattarsi al bambino.

Gli ideogrammi orientali traducono perfettamnte questa esigenza e raffigurano il bimbo come fiume che scorre fra due rive. Nasce esile, con poca acqua, poco più che un ruscello. E solo dopo diventa impetuoso torrente, fiume maestoso. Come la vita di ciascuno di noi, che cerca nuovi percorsi per adattarsi alle condizioni che mutano, mentre lentamente le sponde si allargano, si allentano, sfumano, fino a scomparire vicino alla foce. Se le sponde sono troppo strette e vicine fra loro, il torrente scorre troppo impetuoso. Se sono diseguali, alla prima pioggia il fiume inonderà l'argine più basso e meno protetto, fino a travolgerlo.

 

 

La relazione precoce

Nel periodo della cosiddetta "gravidanza fuori dall'utero", il bambino scopre ed elabora quella che gli scienziati chiamano la "teoria della mente", inizia cioè a capire che lui è un individuo, che fuori di lui c'è qualcuno che provvede ai suoi bisogni e lo fa sentire amabile, desiderato e rispettato nell sue richieste. Proprio questo costituisce lo zoccolo dure, la pietra quadrangolare sulla quale poggia l'autostima e lo stile relazionale che avrà con gli latri. In altre parole: la continuità postiva dell'esistenza. Perchè solo chi si sente rispettato rispetterà gli altri. Solo chi si sente amabile potrà amare. L'importanza di questa empatia, dell'intesa esclusiva e intima fra madre e bambino, dalla nascita agli 8-9 mesi di vita, costituisce la base di una buona capacità relazionale con se stessi e con gli altri. Dobbiamo dire chiaramente che per avere una continuità positiva dell'esistenza dovremmo riuscire a garantire ad ogni bambino una buona relazione precoce con la propria madre, consci di tutto quello che comporta anche dal punto di visa socio-politico....