Dipendenza e autonomia.... un equilibrio

L'altra volta si diceva quanto è bene allenarsi a trovare un equilibrio tra dipendenza e autonomia soprattutto quando i figli sono piccoli poichè poi le cose sono difficili...

Non ci sono segreti nè bisogno di capacità straordinarie per far vivere a un figlio il "buon contenimento", ogni coppia genitoriale è capace, statene certi.

Vi propongo tre passi che ci possono aiutare:

1. Osservare con stupore il proprio figlio, conoscerlo e rispettarlo nei suoi bisogni, tratti di personalità e comportamenti, nelle somiglianze con noi e nelle differenze. Riconoscere anche le sue possibili difficoltà e cercare di comprenderne le ragioni profonde, andando oltre il comportamento che si osserva.

A che tappa è arrivato nel suo cammino di crescita? Tutti i vari aspetti (motorio, cognitivo, emozionale, relazionale, ecc) avanzano con lo stesso passo e velocità? Di cosa ha più bisogno?

2. Porci una domanda: i limiti che poniamo o non poniamo, le regole, le cose che gli chiediamo di fare) "gli fanno vivere l'esperienza di un buon conteniemento"? La domanda potremmo anche esprimerla così: che "bene" gli fanno? Occorre che le cose gli chiediamo e permettiamo gli facciano "bene": favoriscano la sua crescita, lo conducano a diventare u nuomo, cioè a relalizzare tutta la pienezza umana, che in lui è contenuta.

Tante volte dovremo porcela questa somanda e cercare la risposta. Se ci riflettete non è scontato che sia così per tante regole, limiti e cose che chiediamo o non chiediamo loro. Ad esempio quando diciamo "Lasciagli guardare i cartoni, che male gli fa?", diciamo una cosa abbastanza corretta perchè i cartoni a giuste dosi e adeguati all'età non fanno male.

Ma se chi chiedessimo "Oggi pomeriggio guardare due ore i cartoni che bene gli fa? Cosa fa crescere mio figlio in questo momento?", forse potremmo anche spegnere la televisione e stare con lui, andare in giardino insieme ad insegnargli a spazzare le foglie secche e mettere in ordine.

Dobbiamo però essere altrettanto attenti che impedirgli di fare alcune cose sia realmente un passo positivo nella sua crescita. Un esempio semplice potrebbe essere quando neghiamo ai nostri figli il permesso di uscire in giardino perchè fa freddo. Certo, a volte fa proprio freddo, ma un bambino coperto il giusto, che si muove felice con i suoi amichetti, non ha il freddo che sentiamo noi. Che bene gli fa? Che bene gli fa stare in casa, per non prendersi un ipotetico raffreddore? Cosa lo fa crescere di più, quale è il suo bisogno più grande?

3. Il terzo passo, lo avete compreso, è dunque ascoltarsi, confrontarsi e aiutarsi con amore rispettoso tra papà e mamma, nel vivere con goia e consapevolezza l'avventura dell'educazione, tenendo lo sguardo sull'obiettivo grande e i piedi impegnati a camminare con piccoli passi.

La buona dipendenza

"Io chi sono e di chi sono?" Riprendiamo questa domanda che esprime il significato profondo dell'esperienza che un bambino vive della dipendenza.

E' importante notare come le due domande siano tra loro legate dalla particella "e" a indicare che nessuno può rispondere alla prima domanda (l'identità) da solo, senza rispondere anche alla seconda (appartenenza) cioè senza incontrare un "tu" e vivere una relazione e un legame.

Questa domanda e l'attesa fiduciosa che un "tu" risponda, sono costitutivi dell'uomo, pulsano e si muovono dentro di noi fino all'ultimo istante, come il cuore ed il respiro. Ci invitano ad avere oggi più cura e amore di noi stessi e ad aprirci con gioia a quanto la vita ci offre e ci fa incontrare.

Il primo "tu" che i nostri figli incontrano siamo noi: iniziano da subito a rivolgerci questa domanda grande, nei modi tipici dei bambini e a volte la nascondono anche dentro la loro disobbedienza e oppositività.

La risposta la troviamo in una "buona dipendenza". La buona dipendenza e il contenimento favoriscono nel bambino l'avvio della costruzione del "mattone" di base della casa della vita: la fiducia in sè e nel proprio valore. E' questo che irrora di buona energia il naturale sviluppo del corpo e della mente del bambino, della vita affettiva ed emotiva, delle capacità e delle competenze, che altrimenti crescono in modo disarmonico e la casa della crescita procede incerta. 

Quando tutti questi aspetti della crescita di un bambino "suonano" in accordo tra loro, si influenzano e sostengono uno con l'altro e danno vita ad una buona musica, cioè una crescita armonica del bambino.

Alcune indiciazioni per una buona dipendenza: una buona regola deve sempre "tenerlo senza tenerlo".

- da un lato bisogna far sentire al bambino la sicurezza che noi siamo i grandi, sappiamo cosa è bene per lui e cosa vogliamo e glielo comunichiamo con fermezza, chiarezza e semplicità;

- dall'altro favore la sua identità e autonomia e chiamarlo a crescere: rispettare i suoi sentimenti, emozioni e ragioni, accogliere la sua farica ad obbedire anche riconoscendo che a volte è giunta l'ora che i limiti e le regole siano spostati e sostituiti da altri più adeguati; chiedergli cose che lo aiutino realmente a crescere, aiutarlo a sviluppare la capacità di fare scelte personali e di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e decisioni.

E' bene allenarsi a trovare questo equilibrio tra dipendenza e autonomia quando i flgli sono piccoli, perchè poi le cose si fanno più difficili.... la prossima volta vedremo tre passi che ci possono aiutare.

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