LA FESTA DELLA FAMIGLIA

 

Venerdì 16 maggio nella nostra Scuola Materna, come ormai è consuetudine, abbiamo vissuto la Festa della Famiglia. Quest’anno ha assunto una forma diversa rispetto agli anni scorsi: le nostre maestre, infatti, hanno proposto alle famiglie quattro laboratori. Se ne poteva scegliere uno e insieme al bambino si costruiva qualcosa da portare a casa; chi una maschera tutta dipinta, chi una clessidra, chi  un disegno fatto con le forme geometriche, chi un calendario “perpetuo”.

Un pomeriggio passato in allegria, ma soprattutto un’occasione dove la famiglia ha potuto incontrarsi e stare insieme, una cosa che di questi tempi non è sempre scontata.

Dice, infatti, Papa Francesco “Care famiglie, il Signore conosce le nostre fatiche: le conosce! E conosce i pesi della nostra vita. Ma il Signore conosce anche il nostro profondo desiderio di trovare la gioia del ristoro! Ricordate? Gesù ha detto: «La vostra gioia sia piena» (Gv 15,11). Allora questa è la prima cosa che voglio condividere con voi, ed è una parola di Gesù: Venite a me, famiglie di tutto il mondo - dice Gesù - e io vi darò ristoro, affinché la vostra gioia sia piena.”

La nostra scuola materna, nel suo piccolo, vuole essere quel luogo dove Gesù si fa vivo e presente  nelle relazioni con le famiglie, crea luoghi e occasioni di incontro, di dialogo, di festa, così da donare alle famiglie un sorriso, o per usare le parole di Gesù, un po’ di ristoro.

Ed è stata proprio questa l’esperienza della Festa della Famiglia: dal benvenuto dei bambini con una poesia dedicata ai loro genitori, ai laboratori che hanno unito genitori e figli nel costruire qualcosa insieme, allo svago e al divertimento in giardino.

I bambini ci hanno ricordato qaunto sia importante stare insieme, da un gesto d’amore infatti nascono tanti gesti d’amore. La famiglia vale molto e non possiamo non custodirne il suo valore. Facciamo nostre le parole dei bambini…

 

“La famiglia è la cosa più bella e dolce che ci sia,

è più di un’invenzione,

è proprio una magia.

Soli mai non ci si sente,

sempre insieme a tanta gente.

Mamma e papà ci vogliono un gran bene

Che con i fratelli condividiamo insieme.

L’amore forte e abbondante

Si moltiplica in ogni istante.

La famiglia vale più dell’oro

Dobbiamo custodirla come un tesoro.

Maria e Giuseppe ce l’hanno insegnato

E con l’esempio ce l’hanno mostrato.

La ricetta della felicità

È quella di amarsi con semplicità.”

I VALORI... QUALI CONDIZIONI NECESSARIE PER TRASMETTERLI? (Parte seconda)

Eric de la Parra Paz

Molti genitori si lamentano di non riuscire a ottenere un comportamento morale ed etico dai figli. Ricordiamoci sempre che il comportamento dei figli è la conseguenza della situazione in cui crescono. La volta scorsa abbiamo visto alcune delle condizioni basilari, indispensabili all’acquisizione dei valori. Vediamone altre:

- CONVINZIONE

Ciò che in una persona non nasce da una libera scelta, non le apparterrà mai. Questo è il senso profondo del’educazione: far sì che i figli si comportino correttamente perché desiderano agire così. Il figlio che si comporta male per paura non ha ricevuto una buona educazione, e agisce condizionato da un’emozione negativa.

L’autoritarsimo può produrre bambini sottomessi e senza alcun principio morale, che alla prima disattenzione si trasformano in ribelli. La garanzia che un bambino si comporti bene sta nel fatto che questa è la sua convizione; ecco perché è importante parlare con lui dei suoi problemi e delle sue preoccupazioni, per potergli fornire un criterio che serva da modello al suo comportamento e che dia significato ai valori.

- SEPARARE LA SFERA MATERIALE DA QUELLA MORALE

Evitare di associare l’osservanza delle regole e dei principi morali a premi e castighi. La siddisfazione di raggiungere obiettivi morali deve andare oltre gi aspetti materiali o l’interesse concreto del momento. La soddisfazione per aver agito correttamente deve costituire la sua stessa gratificazione.

 Sono i valori a determinare la possibilità, nei vostri figli, di vivere una vita degna e onorevole, con la capacità di attraversare il fango senza sporcarsi. Altrimenti, anche se è solo una piccola pozzanghera, si sporcheranno da capo a piedi e il fango li ricoprirà.

Non è più il tempo di dare la colpa ai bambini o agli adolescenti, ma di domandarci: “che cos’ho fatto per trasmettere a mio figlio i valori che rendono degno un essere umano? Come mi comporto in casa? Com’è il nostro rapporto coniugale? Ci rispettiamo? Ci parliamo con sincerità? Ci ammiriamo? Ci amiamo?”.

I bambini hanno indubbiamente bisogno di essere amati, ma preferiscono che i genitori si amino piuttosto che ricevere il loro amore, perché finchè i genitori si amano sanno di essere al sicuro. Quando i genitori non si amano, la stabilità emotiva dei figli è in pericolo.

Un bambino ha bisogno di due colonne per sostenere il suo tempio: il padre e la madre. Queste figure devono essere due amici, devono amarsi, essere innamorati l’uno dell’altra e dei loro figli; mai assumere una posizione di conflitto che genera insicurezza nel bambino, il quale, sentendo che le colonne che sostengono la sua vita possono crollare in qualunque momento, anche se è stata una scossa di poco conto, assimila questo concetto.