EDUCARE AL NATALE

Il Natale è una festa religiosa e si potrebbe pensare che non riguardi chi non ci crede e così si priva anche il bambino di conoscere questa festa... Ma anche se non siete credenti potete spiegare al vostro bambino l'origine e il significato del Natale: ascoltandovi, si renderà conto che questa festa è una delle più belle storie dell'umanità, una storia che ha impresso il suo segno nel mondo.

Si devono raccontare le storie di Gesù o di Babbo Natale oppure è meglio evitarl?, mi chiedono in molti. A questo proposito le opinioni di psicologi e pedagogisti sono molto contrastanti e la decisione spetta solo a voi, in base alle vostre opinioni personali o alle tradizione di famiglia. Del resto il discorso è più ampio e riguarda l'educazione religiosa. Alcuni genitori dicono di non voler influenzare i figli e preferiscono lasciare che siano loro a scegliere quando saranno più grandi, al momento opportuno. Si deve però tenere conto che è difficile scegliere senza poter fare dei paragoni. Crescere i propri figli in un cammino di fede, invece, permetterà loro di poter scegliere se continuare o no quando raggiungeranno l'età adulta. 

Non priviamo i nostri bambini della dimensione spirituale nella vita di tutti i giorni perchè ciò susciterà comunque in loro altri bisogni e altre esigenze. 

 

 

SAN MARTINO

Scritto da Maestra Sabry

Era l’11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventennio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio mantello di guerriero.
Ma ecco che lungo la strada c’è un povero vecchio coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per il freddo.
Martino lo guarda e sente una stretta al cuore. “Poveretto, - pensa - morirà per il gelo!” E pensa come fare per dargli un pò di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sè nemmeno uno spicciolo. 
E allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene un’idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto. “Dio ve ne renda merito!”, balbetta il mendicante, e sparisce.
San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventennio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, l’aria si fa mite. Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ecco l’esame di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell’atto di carità ed anche per ricordarci che la carità verso i poveri è il dono più gradito a Dio.