L'AUTORITA'

L'AUTORITA'

(I consigli di Laurence Pernoud)

Ai genitori che hanno paura di mostrare fermezza verso i loro figli, a quelli che fanno scrupolo di manifestare la loro autorità, a quelli che temono di essere meno amati se esigono qualcosa, diciamo questo: LA FERMEZZA DEI GENITORI RASSICURA IL BAMBINO. Se formalmente vi si oppone, vuol dire semplicemente che ha in essa maggiore fiducia.

Questa autorità non solo la ammette, ma la ricerca se viene a mancare. Così, certi bambini diventano sempre più insolenti per vedere fin dove si permetterà loro di spingersi; l'autorità è necessaria al loro equilibrio.

Analogamente se i genitori sono incapaci di rimanere fermi su una decisione, se ogni volta cedono, il bambino sul momento sarà contento, ma non avrà rispetto per i suoi genitori, nè si sentirà protetto da loro: non si sentirà completamente sicuro.

Le norme, il bambino le ammette se sono giuste. Viceversa ciò che non ammette è l'arbitrio; l'autorità è ben diversa dall'autoritarismo, che è la volontà preconcetta di non cedere mai al bambino anche se ha ragione. Il principio "il bambino deve sempre e solo obbedire  perchè è piccolo", può condurre alla ribellione giustificata del bimbo e un giorno, forse, alla sua fuga.

Da quale età il bambino ha bisogno di autorità? Già molto presto deve imparare che ci sono cose permesse, altre vietate.

Appunto così imparerà, a poco a poco, a dominarsi. Se da piccolo ha il diritto di fare tutto ciò che gli piace, sarà molto difficile fargli accetteare una regola più tardi. L'autorità per conservare tutto il suo valore deve adattarsi all'età del bambino. C'è un'epoca in cui subisce l'autorità senza capire: se allontana di scatto la mano dalla presa di corrente quando voi lo rimproverate è unicamente perchè ha fiducia in voi. Non appena però incomincia a capire dovete spiegargli la ragione dei vostri ordini o dei vostri divieti.

Non è sempre facile esercitare la propria autorità su un bambini. Spesso è grande la tentazione di lasciarlo fare. Ma ciò non torna a suo vantaggio; se non incontra mai opposizioni faticherà ad affermarsi; se non impara ora a superare una difficoltà, cercherà poi di aggirare a qualunque costo anche il minimo ostacolo. Vi dirò di più: genitori che sanno manifestare la propria auorità a volte irritano il bambino, che però sente che su di loro può contare, e questo per lui è molto importante. Occorre ricordare tutto questo il giorno in cui non si ha voglia di assumerne un atteggiamento fermo.

 

IL BAMBINO "AGITATO"

Di Laurence Pernoud

Molti lattanti che gesticolano e si agitano nel corso delle prime settimane a poco a poco si tranquillizzano e si calmano; riescono a trovarle un'alternanza armonica fra i movimenti di attività e quelli di riposo. Certi bambini però continuano a contorcersi quando li si veste, a spruzzare  tutt’intorno l’acqua del bagno, a cambiare continuamente posizione. Non appena sono un po’ cresciuti, sono i primi a strisciare per terra, a rialzarsi, a toccare tutto.

Soprattutto verso un anno il bambino più agitato può cominciare a essere qualificato come instabile, rompicollo, mentre si tratta quasi sempre di un bambino ipertonico e pieno di vita. Dobbiamo ammettere che la valutazione di queste attività forse un poco eccessiva dipende dalla soglia di tolleranza dell’ambiente familiare. Alcuni genitori ne godono, altri la sopportano, altre infine ne sono esasperati fino al punto di diventare aggressivi. La stessa cosa avverrà più tardi nell’ambiente scolastico, dove un certo numero di questi bambini, soprattutto se si sentono rifiutati diventano ancora più chiassosi, caratteriali, irritabili, collerici, ecc.

 

“Troppo dinamico a 3 anni, troppo passivo a 12”

E’ questo il rimprovero che si rivolge spesso, a 9 anni di intervallo, allo stesso bambino. Quando ha 3 anni le sue iniziative disturbano, fanno chiasso, stancano l’ambiente familiare e si cerca di arginarle in tutti i modi. A 12 anni questo stesso bambino lo si vorrebbe dinamico e autonomo,  si vorrebbe che avesse carattere e personalità. E’ difficile chiedere al figlio divenuto grande di prendere iniziative, quando per tanto tempo lo si è scoraggiato.

Ciò che è importante è incanalare la vivacità del bambino in modo che diventi quella strategia  che gli potrà essere utile nelle varie situazioni della vita rendendo così il bambino un futuro ragazzo responsabile, autonomo e creativo.

Di certo quando la vivacità si accompagna a comportamenti troppo impulsivi, a deficit di attenzione e concentrazione è bene invece rivolgersi ad uno specialista.