Senza passione non vi è educazione!

Di Pino Pellegrino

Come l'anemia è mancanza di forze, mancanza di brio, mancanza di calore, anche in educazione possiamo parlare di anemia, quella pedagogia ossia: mancanza di slancio, di passione, di interessi... L'anemia perdagogica porta ad un'educazione piatta, sbiadita, rassegnanta.
Un educatore così ha un carattere inadatto alla crescita di un uomo, è molliccio, debole, privo di grinta.

Per i genitori l'unica giustificazione che può spiegare l'educazione è la dedizione disinteressata di far crescere un uomo nuovo al quale abbiamo dato la vita. A conti fatti l'unica gistificazione dell'educazione può essere solo la disponibilità senza scopo di lucro: non può essere che una PASSIONE. Se si toglie la passione pedagogica, l'educazione non ha radici. Ai primi ostacoli si getta la spugna e ci si limita ad allevare e non educare.

Come è possibile sconfiggere l'anemia pedagogica? Prima di tutto è necessario riflet0tere un attimo su ciò che siamo. Essere genitore non è uno spasso, non è una cosa per gente pigra. Ne era convinto anche l'autorevole pediatra Bernardini (1922-2001) quando dice: "Diventare genitore non è obbligatorio. Ma quando uno lo diventa, deve darsi una bella regolata e stare attento a quello che fa!"

Eh si perchè la sorte di un uomo è nelle mani di chi lo mette al mondo! I genitori, lo vogliano o no, ci pensino o no, lasciano una traccia sul figlio che non può sottrarsi ad essi, soprattutto nei primi anni di vita che formano lo zoccolo duro della nostra personalità. 

Il contesto famigliare è la base che ha il potere di costruire o demolire, in modo indelebile l'Io del bambino e quindi l'uomo del domani!


Pertanto dobbiamo fortificare, il più possibile, la passione ducativa che muove tutto!
La molla che dà forza ad ogni passione è un sogno, una meta, un ideale.
Un uomo con un sogno è più forte di cento che abbiano solo interessi! Non solo più forte, ma anche più grande in base all'altezza del sogno, dell'ideale. Ebbene, si trovi un ideale più grande di quello di regalare al mondo un Uomo nuovo! Non ci stanchiamo di sottolinearlo: costruire un calcolatore elettronico è geniale, andare sulla Luna è meraviglioso, educare un Uomo è immenso!

Per concludere... sconfiggiamo l'anemia pedagogica; prendiamo consapevolezza dell'altezza e della grandezza del nostro essere genitori!

Scrive Piero Angela (1928) parlando della mamma: "Immersa nei pannolini, nelle pappe, nei rigurgiti, la mamma si sente spesso frustrata intellettualmente, ma può ritrovare una diversa propsettiva, se è consapevole che la sua intelligenza, il suo talento, la sua sensibilità sono praticamente le sole cose che permettono a quel batuffolo umano di emergere dalla notte animale e di diventare un essere pensante. Tocca a lei plasmare, modellare, stimolare la nascita dell'intelligenza, della creatività, della personalità. Il suo compito è molto simile a quello di uno scultore, di un pittore, di un musicista."

Ecco i genitori sono come compositori ed artisti. Chi ha una prospettiva così alta stenta a credere che ci si possa ammalare di "anemia pedagogica"!.

 

 

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