La relazione precoce

Nel periodo della cosiddetta "gravidanza fuori dall'utero", il bambino scopre ed elabora quella che gli scienziati chiamano la "teoria della mente", inizia cioè a capire che lui è un individuo, che fuori di lui c'è qualcuno che provvede ai suoi bisogni e lo fa sentire amabile, desiderato e rispettato nell sue richieste. Proprio questo costituisce lo zoccolo dure, la pietra quadrangolare sulla quale poggia l'autostima e lo stile relazionale che avrà con gli latri. In altre parole: la continuità postiva dell'esistenza. Perchè solo chi si sente rispettato rispetterà gli altri. Solo chi si sente amabile potrà amare. L'importanza di questa empatia, dell'intesa esclusiva e intima fra madre e bambino, dalla nascita agli 8-9 mesi di vita, costituisce la base di una buona capacità relazionale con se stessi e con gli altri. Dobbiamo dire chiaramente che per avere una continuità positiva dell'esistenza dovremmo riuscire a garantire ad ogni bambino una buona relazione precoce con la propria madre, consci di tutto quello che comporta anche dal punto di visa socio-politico....

 

 

ll bambino immaginario

Quando nasce davvero il bambino?

Il bambino nasce molto prima del parto. La prima fantasia, un vero prodotto mentale, è il cosidetto bambino immaginario, ossia quello che tutti noi, donne e uomini, abbiamo nella mente senza rendercene conto e che inzia a formarsi dai due anni di età, sviluppandosi poi per utta l0esistenza attraverso la stratificazione di fantasie e vissuti relativi alla propria infanzia. Con dolori, felicità, attese, premi. La somma di queti vissuti relativi alla propria infanzia continua anche nell'età adulta, con aspirazioni e progetti più o meno realizzati.
Quando due persone si trovano, si riconoscono, si innamorano e consapeovolemnbte procreano, ricercano il loro ideale di bambino immaginario. Ma sarà davvero così? in sala parto, a volte, i genitori dovranno affrontare la prima cocente delusione. Ogni bambino che nasce ha già una sua storia che non è solo quella formulata nella mente dei genitori ma anche quella costruita durante la gravidanza attraverso i sensi. Così quando il bambino reale viene al mondo, appare in tutta evidenza la sua diversità rispetto al bambino immaginario.

La prima lotta che il neonato deve affrontare è contro le proiezioni, le fantasie, le aspettative. Contro la folla di bambino immaginari di mamma, papà, nonni e zii, che da mesi, talvolta anni, avevano vagheggiato bimbi puliti, paffuti, rosei, sorridenti, "pubblicitari". L'architettura del bambino immaginario assumerò caratteristiche di volta in volta diverse, frutto del vissuto di ciascuna infanzia.

Dunque, il bambino vero, quello che sta per nascere sarà circondato da innumerevoli fantasie, quasi sempre diverse fra loro. Alle difficoltà oggettive del nascere, il neonato dovrà aggiungere anche queste aspettative disilluse. Fortunatamente, nella gran parte dei casi, il bambino reale fa impallidire i vari bambini immaginari perchè è con lui e solo con lui che si stabilisce un vero rapporto. Questo accade dopo i primi gratificanti contatti, quando la madre supera la sensazione della propria inadeguatezza e riesce davvero a credersi capace di poter allevare il suo bambino, di alimentarlo, di comprerne i messaggi. Allora e solo allora inizia il rapporto diretto con il neonato. E il bambino immaginario scompare perchè è più gratificante la compagnia del bambino realte.

Il bambino viene dunque da lontano. Dapprima alberga nella mente, poi nel ventre materno. Nel prossimo capitolo cercheremo di evocare le sensazioni e le emozioni del bambino e della mamma.