PERCHE' DISOBBEDISCI?

di Pier Paolo Gobbi

"Io disobbedisco perchè sono un bambino, cosa dovrei fare? Perchè i miei genituri non pensano mai che faccio fatica ad obbedire?"


Questo bambino ha ragione: la loro fatica ad obbedire è anche espressione del normale processo di maturazione, della costruzione del proprio Sè. E' un processo lungo e faticoso e passa attraverso la lotta per non abbandonare il mondo del piacere e dell'onnipotenza dei primi mesi. E con chi lottano i bambini? Con noi, che vogliamo farli crescere. I neonati sentono i loro bisogni ed esigono la soddisfazione immediata. Hanno fretta, vogliono tutto e subito. Nascono sicuri di vivere in un tempo e spazio organizzato "tutto intorno a te", come dice il furbo slogan di una compagnia telefonica. 

Il bambino deve vivere questa esperienza, essere il "re" dell'universo, ma non può esserlo a vita! Dai primi vagiti, usa le ami che la natura gli ha fornito, per rimanere re; scopre prestissimo un'arma micidiale di pressione, insistenza e richiesta: il suo pianto. (...)

Tra i due e i quattro anni il bambino vive una vera e propria esplosione motoria, relazionale e cognitiva: corre, salta, rotola, parla, chiede, si oppone, discute comprende meglio la situazione familiare nella quale vive, anche i nostri punti deboli, gioca con i limiti e ci porta al limite della pazienza e anche oltre. Per questo fa scenate al supermercato se non gli prendiamo quello che vuole, si butta a terra disperato, scalciando e piangendo, è tenace e non molla.

Vuole capire chi è lui, cosa può ottenere, ma anche chi siamo noi, quanto resistiamo. Se cediamo si convince che le sue armi sono prorpio efficaci e ha ragione ad usarle ed insistere.

A volte dà l'impressione di non sapere nemmeno lui cosa vuole ma lotta lo stesso fino allo sfinimento. Fa anche tenerezza , perchè quello che sta implorando veramente è che qualcuno lo contenga, gli dica no, lo tenga in braccio con dolce fermezza, lo metta a letto, gli faccia sentire che è un bambino e deve obbedire , decida per lui senza chiedergli sempre di decidere, lasciandolo preda di mille desideri ai quali non sa dare ancora ordine. 

Sono anni belli ma anche duri, passano in fretta ma ci mettono alla prova e lasciano segni in noi e in lui. Per questo è molto importante che in famiglia sia da subito chiaro chi "guida" la macchina perchè è adesso che si gettano le buone basi per la serenità degli anni successivi.